Anno Mariano

Anno Mariano

Itinerario didattico
per gli Istituti Secondari Superiori

Anno Scolastico 2002-2003

 

La Chiesa ci ha fatto dono di un Anno Mariano: “ricorre quest’anno il 50° anniversario del prodigioso evento della Lacrimazione della Madonna. Fu allora un fatto sorprendente, che suscitò domande, turbò coscienze, scosse indifferenze, commosse tanti cuori, provocò conversioni, ottenne guarigioni… Per questa felice ricorrenza mi è parso opportuno indire, per la nostra Diocesi, un anno mariano.

Che cosa ci proponiamo in quest’anno?
Quali mete ci prefiggiamo?
Quali frutti attendiamo?”

(Giuseppe Costanzo, Con Maria discepoli in cammino, Lettera pastorale per l’anno mariano, 29 agosto 2002 – 1 settembre 2003).

  Il discorso ai giovani, consegnato dal Santo Padre in occasione della visita a Siracusa nel 1994, diventa un’ottima  chiave di partenza per inserire nella didattica i temi cardine della presenza di Maria a Siracusa. E’ necessario che i nostri giovani riescano a riappropriarsi del patrimonio culturale e religioso che è linfa vitale della fede nella storia della nostra Città.

  La Lettera Pastorale dell’Arcivescovo, mons. Giuseppe Costanzo, non è stata volutamente inserita nelle pagine della scansione didattica perché si ritiene opportuno che ogni docente, a partire dalle caratteristiche dell’Istituto in cui insegna e dalla sensibilità che riscontra negli alunni, sappia fare una sapiente scelta dei passi più adatti da proporre.

  Si raccomanda, infine, di non tralasciare, nella presentazione del Modulo Didattico, l’utilizzazione della Bibbia e di eventuali brani significativi del Magistero della Chiesa sulla Madonna.


IL SENTIMENTO DELLA COMMOZIONE

I LUOGHI DELLA COMMOZIONE

 

QUESTIONARIO

  • Cos’è la commozione, secondo te?
  • Perché una persona prova commozione?
  • Nella nostra società, esiste ancora il sentimento della commozione?
  • Pensi che esistano luoghi capaci di suscitare commozione?
  • Di fronte a quali avvenimenti sperimenti la commozione?

 

 OBIETTIVI

Gli alunni devono scoprire la delicatezza del sentimento “commozione” a livello di atteggiamento e di comportamento.

            Gli alunni devono assimilare, per rielaborarle, le informazioni sulle frasi cardine del Discorso del Papa ai giovani di Siracusa al punto 1:

  • Al centro del pellegrinaggio nella nostra città c’è un particolare sentimento: la commozione.
  • L’antico Teatro Greco ci parla di commozione.

 CONTENUTI

 Precisazioni:

Commozione: sentimento caratterizzato da un vivo turbamento e trasporto affettivo.

Pietà: sentimento di commossa partecipazione e solidarietà per il dolore e la sofferenza altrui o propria.

 

                Il Papa ha individuato nei giovani i più adeguati interlocutori a cui proporre la “commozione” quale sentimento particolare. Nella Bibbia, sia nell’Antico che nel Nuovo Testamento, è presente l’esperienza della commozione. Osea 11,8 “Il mio cuore si commuove dentro di me, il mio intimo freme di compassione”. Geremia 31,20 “Per questo le mie viscere si commuovono per lui, provo per lui profonda tenerezza”.

E’ sempre commozione per l’uomo, per la creatura che Dio ha voluto a propria immagine e somiglianza; è commozione per chi vive un momento di fragilità e forza insieme. Uno degli esempi più alti è quello di Maria. Ella, infatti, lascia che il suo cuore si riempia, di fronte alle scelte che Dio opera per Lei, del sentimento di commozione. Questo le da la possibilità di farsi trasportare dall’amore per Dio, e la scelta fondamentale d’amore plasma tutta la sua esistenza. “si offre a Dio come una pagina bianca sulla quale Egli può scrivere tutto ciò che vuole”. Maria si commuove di fronte a Dio che la sceglie; si commuove davanti al Figlio che nasce; si commuove ai piedi del Figlio che soffre sulla croce. E la sua commozione si eleva al più alto grado di libertà.

            Giovanni Paolo II ha scritto che nei giovani c’è un immenso potenziale di bene e di possibilità creative (Giovanni Paolo II, Varcare la soglia della speranza, Arnoldo Mondatori Editore, Milano, 1994, p. 39) e, certamente, commuoversi è tipico di chi ama il bene e sa che solo attraverso di esso si resta liberi.

            Il Teatro Greco, meta agognata dal Santo Padre nella sua visita a Siracusa, luogo da lui prescelto per porgere alla nostra città il saluto dell’arrivederci, ci parla di commozione perché proprio lì l’uomo faceva memoria di momenti tragici della vita, trasformava in commedia il dramma che lo attanagliava, ma indubbiamente cercava qualcosa che potesse riempire di significato la sua vita.

 ATTIVITA’

                Si propone la proiezione della VHS “Fratello sole, sorella luna” e la visita al Teatro greco.

 

LA CAPACITA’ DI COMMOZIONE

LA QUALITA’ DELLA COMMOZIONE

 

QUESTIONARIO

·        Ti è mai capitato di commuoverti?

·        Le persone che ti circondano esprimono talvolta sentimenti di commozione? Quali?

·        Pensi che l’adulto sia capace di commuoversi?

·        Cosa pensi del pianto?

·        Esistono tipi di commozione più significativi?

·        Conosci la differenza tra commozione e sentimentalismo?

OBIETTIVI

 

Gli alunni devono scoprire la capacità di commuoversi ed individuare la qualità del sentimento in questione per acquisirla a livello di atteggiamento e comportamento.

            A livello di criticità gli alunni devono assimilare, per rielaborarle, le informazioni sulle frasi cardine del Discorso ai punti 2 e 3:

·        Siate persone capaci di commozione profonda.

·         Gesù ha pianto.

·        Non essere occasione di dolore per i tuoi genitori (…) di lacrime per la ragazza (…) fa di non dover piangere sulla tua leggerezza.

·        Il pianto, la capacità di commuoversi è un grande lume per l’uomo.

·        Sappiate sentire il fascino della bellezza interiore, della santità.

·        Siracusa, città che è diventata uno speciale santuario della commozione fino alle lacrime.

                CONTENUTI

 

L’invito ad essere persone capaci di commozione profonda è particolarmente significativo se riusciamo ad inserirlo nel contesto ufficiale in cui viviamo. Oggi, infatti, per il tentativo diffuso di fare vivere l’uomo di surrogati di felicità, di gioia, è forte il rischio di mettere a tacere i sentimenti più significativi. Uno di questi è, indubbiamente, quello della commozione. I giovani sono facilmente indotti a pensare che l’adulto non provi determinati sentimenti perché spesso non vede trasparire dai suoi occhi segni di commozione..

E’ bello, ripercorrendo alcune pagine del Nuovo Testamento, scoprire Gesù che piange per Lazzaro, che suda sangue al Getsemani, che si commuove per il dolore e per la gioia. Questo, infatti, rende Cristo più vicino alla nostra condizione umana; e ancora l’invito di Paolo in Rm 12, 15 “Rallegratevi con quelli che sono nella gioia, piangete con quelli che sono nel pianto”

Svela che provare sentimenti intensi e profondi è segno di maturità, non di debolezza.

            L’invito di Giovanni Paolo II ad evitare occasioni di dolore e tristezza ai genitori, alle persone con cui si condividono esperienze affettive, a se stessi è inserito nell’intento che sta alla base del Discorso ai giovani, di rivisitare la propria vita fondandola sul sentimento della commozione che da la giusta nota per creare un’armonia di voci e suoni. E la polifonia da essi creata può dar vita alla vocazione all’amore.

            Per evitare che si riduca alla grandezza del sentimento commozione a scarno sentimentalismo, il Papa accompagna alla capacità di commozione, la qualità di commozione.

            Capacità e qualità sono elementi inscindibili per stimolare la sensibilità dei giovani alla bellezza della natura, dell’arte, della purezza della propria vita. L’invito alla bellezza interiore potrebbe suonare “un po’ stonato” in una cultura caratterizzata dai principi di edonismo e piacere. Ma, i modelli di Chiara e Francesco, che da sempre hanno attirato i giovani perché semplici e facilmente paradigmatici, aiutano ad esemplificare gli alti concetti di purezza e santità.

            Nei giovani, inoltre, è più facile vedere i segni della presenza di Dio. Abbiamo bisogno dell’entusiasmo dei giovani. Abbiamo bisogno della gioia di vivere che hanno i giovani. In essa si riflette qualcosa della gioia originaria che Dio ebbe creando l’uomo (Giovanni Paolo II, Op. cit., p. 140).

 ATTIVITA’

  Visita al monastero della Carmelitane Scalze.

 

I SEGNI  DELLA COMMOZIONE

           GLI EFFETI DELLA COMMOZIONE

   QUESTIONARIO

                 

·        Quali segni di commozione vedi intorno a te?

·        Esistono luoghi, nella nostra città, in cui si vive l’esperienza della commozione? Quali?

·        Sapresti individuare gli effetti della commozione?

 

 

OBIETTIVI

 

            Gli alunni devono sapere individuare i segni della commozione presenti nella nostra città (Catacombe, Santuario…) per comprendere la grandezza del sentimento in questione e desiderare di viverlo.

            A livello di criticità gli alunni devono assimilare, per rielaborarle, le informazioni sulle frasi del Discorso ai punti 4 e 5:

·        La fede ci guidi alla scoperta del senso della vita, che si può riassumere in due parole: vocazione e missione.

·        Compito storico: costruire una Sicilia nuova.

·        Rinnovamento della mentalità.

·        La fede in Cristo è l’anima di tutto questo.

  CONTENUTI

            Già alla fine del punto 3 del Discorso, Giovanni Paolo II ha indicato uno dei segni della commozione, il Santuario, inserito in una città, la nostra, definita dal Santo Padre stesso Santuario della commozione.

            E allora qual è il segno consequenziale che può trasparire dai giovani? E’ la fede! Fede che può guidare alla scoperta del senso della vita nell’individuazione della propria vocazione e della missione cui ognuno è chiamato.

Indubbiamente l’uomo, ed in particolare il giovane, ha bisogno di segni. Il segno, infatti, contiene in sé la giusta dose di eloquenza per trasmettere il messaggio di cui è portatore. La nostra terra, inserita culturalmente e geograficamente in una posizione nodale, quale crocevia di popoli tra Nord e Sud, Est e Ovest, è custode di un prezioso segno dell’amore di Dio.

            Il Santuario definito dall’Arcivescovo Mons. Giuseppe Costanzo tenda nel cuore della città tra le case degli uomini, nuova tenda di Dio in mezzo a noi è involucro privilegiato chiamato a custodia del prodigioso avvenimento che ha coinvolto la nostra città: la lacrimazione della Madonna delle Lacrime. E’ un segno visibile della fede che, già nel periodo dei primi cristiani, trovava a Siracusa testimoni fedeli (basti pensare alle Catacombe).

            Compito dei giovani siracusani è rivisitare le radici cristiane della propria storia per trovare, nelle testimonianze di fede di chi li ha preceduti, motivazioni salde di vita e segni di commozione significativi.

            Le lacrime di Maria, segno esemplare di commozione, propongono grandi interrogativi e fanno nascere il naturale perché? Il pianto, infatti, interroga subito sulla causa “E Maria, attraverso i suoi occhi lacrimanti, certamente intende fare recuperare la vista agli occhi dell’anima di ogni suo figlio.

            Con il suo pianto vuole parlare a tu per tu con sé profondo di ognuno. E lo fa con un linguaggio universale, a tutti comprensibile: il linguaggio del pianto. Un pianto che sembra muto ma che è incredibilmente eloquente.

            Con le sue lacrime, Lei parla direttamente al cuore di ogni suo figlio. Risponde ai suoi perché. E le risposte sono tante, quante sono le persone che si chiedono il perché di quelle lacrime, tanti quanti sono gli affanni e le problematiche di ciascuno di loro. Problematiche e affanni che non di rado portano al pianto.

            Perché ha soltanto pianto?

            Forse perché gli uomini sentono la stanchezza delle parole al punto che le più alte non dicono loro più nulla e non tutti più intendono, nei tempi in cui trionfa la menzogna e la violenza, il linguaggio… di Dio… Forse perché, se avesse parlato, le sue parole… non avrebbero raggiunto con la felicità, evidenza, e semplicità delle lacrime… il popolo tutto…” (G. Lombardo – C. Pani, 1953 Prodigio a Siracusa, Ed. Istina, Siracusa, 1994, pp. 98 ss.).

            Le lacrime di Maria a Siracusa sono una silenziosa sollecitazione alla necessità di rispondere alla chiamata di Dio nel quotidiano.

            Il Papa enuclea gli effetti della commozione in una serie di atteggiamenti di vita. Principalmente la coscienza di dover svolgere un compito storico: costruire una Sicilia nuova, quindi mettere a frutto le risorse umane, i talenti donati.

Poi il rinnovamento della mentalità e dell’essenzialità, del servizio gratuito, dell’attaccamento alla famiglia, dell’impegno nella scuola.

            Entusiasmo, coerenza, gelosia dei propri ideali sono tutti frutti che nascono dentro che crede, chi sceglie Cristo quale modello su cui esemplificare l’intera vita.

            Il Discorso ai giovani siracusani è un invito continuo a confrontarsi con le Beatitudini evangeliche, è una sollecitazione ad assumere e diffondere il salutare “contagio” degli ideali evangelici.

 ATTIVITA’

Visita delle Catacombe di S. Giovanni ed al Santuario della Madonna delle Lacrime.